SENSORIZE per l’analisi del cammino

Ancora una volta i nostri prodotti sono stati preziosi per una ricerca scientifica legata all’analisi del cammino.
La SIRN, Società Italiana di Riabilitazione Neurologica, ha infatti deciso di premiare il lavoro di un team di ricercatori della Fondazione Santa Lucia, ospedale di alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria, come migliore lavoro scientifico presentato all’undicesimo congresso nazionale.
L’attività di ricerca, il cui titolo è Alterazioni della stabilità dinamica durante il cammino dei bambini con paralisi cerebrale, ha visto l’utilizzo del FreeSense come strumento di valutazione e misura delle variabili studiate.

Abbiamo fatto alcune domande al Dott. Ing. Marco Iosa, ricercatore del Movement and Brain Laboratory della Fondazione, per capire meglio il lavoro svolto e l’utilità delle nostre apparecchiature:

Qual è stato l’obiettivo della vostra ricerca?
Lo scopo di questo studio era di valutare la stabilità durante il cammino dei bambini con paralisi cerebrale. Spesso la stabilità è vista come un aspetto qualitativo del cammino e quindi poco misurabile. In realtà sia la stabilità che la ritmicità del cammino possono essere misurati, ottenendo importanti informazioni cliniche sul come il bambino cammina. Così insieme a Tiziana Marro, fisioterapista del Servizio di Neuroriabilitazione Infantile della stessa Fondazione, e ai Direttori dei nostri dipartimenti, il Dottor Paolucci e la Dottoressa Morelli, abbiamo messo insieme le nostre competenze per intraprendere questo studio.

In che modo avete utilizzato il FreeSense?
Avevamo bisogno che la valutazione fosse il più oggettiva possibile e per questo doveva essere quantitativa: dovevamo misurare dei parametri relativi alla stabilità dinamica, come ad esempio le accelerazioni e le velocità angolari del tronco. Così abbiamo collocato il FreeSense, mediante la cintura appositamente realizzata da SENSORIZE per i bambini, nell’incavo lombare, in prossimità del centro di massa del corpo, e abbiamo registrato il loro movimento mentre camminavano lungo un percorso di 10 metri all’interno della palestra dove fanno riabilitazione.
Quello di camminare per 10 metri è un test classico che si fa in riabilitazione (10 meter walking test). Noi, grazie al FreeSense, non abbiamo misurato solo quanto tempo i bambini impiegavano a fare il test, ma anche come lo facevano.

Che vantaggio ha portato l’utilizzo di apparecchiature wireless in questo tipo di attività di ricerca?
Quando abbiamo iniziato a pensare a come potevamo misurare la stabilità di questi bambini durante il cammino ci siamo trovati di fronte all’analogo di quello che in fisica si chiama principio di indeterminazione di Heisenberg: se misuri una cosa la perturbi. Nella riabilitazione infantile cercare di utilizzare strumenti di misura con bambini molto piccoli e in più con problemi motori e talvolta cognitivi può essere molto difficile.
Avere a disposizione uno strumento piccolo, leggero e wireless è stato fondamentale per riuscire a misurare i 16 bambini con paralisi cerebrale e i 16 bambini di controllo sani di questo studio.
La più piccola aveva un anno e mezzo: poco dopo aver indossato la cintura con dietro il FreeSense si è dimenticata di averlo addosso ed è tornata a giocare con la sua bambola e a camminare avanti indietro, il tutto mentre noi misuravamo il suo movimento, che a quel punto era quello suo naturale.

Quali sono le prospettive scientifiche che si aprono con l’utilizzo delle evoluzioni tecnologiche?
La tecnologia ci permette oggi di avere misure quantitative e quindi oggettive. I dati che possiamo ottenere dalle tecniche di misura del movimento umano possono aiutare le diagnosi, monitorare l’efficacia dei trattamenti intrapresi, valutare i risultati di nuovi trattamenti sperimentali, e anche avere un valore prognostico nel mettere in luce le reali aspettative e i possibili rischi.
Questo aspetto è fondamentale soprattutto nella riabilitazione infantile, dove può subentrare una forte componente emotiva che rischia spesso di portare con sè false speranze o, al contrario, a una deleteria e immotivata rassegnazione. Per questo bisogna cercare di coniugare la ricerca con la clinica, il rigore scientifico con la variabilità dei pazienti. Per farlo servono strutture come la nostra, la Fondazione Santa Lucia che è un Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico, dove si fa sia ricerca che clinica.
E servono strumenti tecnologicamente evoluti ma semplici da usare come il FreeSense che permettano così di coniugare le esigenze della clinica con la necessità di analisi quantitative.

Quali risultati avete ottenuto da questo studio?
Innanzitutto la misura della stabilità del cammino ci ha permesso di fornire per ogni bambino un quadro oggettivo della sua abilità locomotoria, delle disfunzioni e dei compensi messi in atto. Ad esempio, le maggiori velocità dei bambini più grandi erano accompagnate da maggiori instabilità nei bambini con paralisi cerebrale, cosa che non accadeva in quelli sani.

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