Le tecnologie SENSORIZE a supporto del golf

La valutazione del gesto tecnico e quello atletico è fondamentale in tutti gli sport.
Anche in questo ci sono però differenze. Ogni sport ha le sue caratteristiche specifiche e necessita di allenamenti mirati per migliorare le performance.
Questo si manifesta in particolar modo quando ci riferiamo al golf, lo sport che un mostro sacro come Johnny Miller definiva “per il 90% ispirazione e per il restante 10% sudorazione”.
Che il golf sia però cambiato negli ultimi anni lo abbiamo visto tutti.
Ce ne siamo accorti anche noi in Italia con l’esplosione di fenomeni come Matteo Manassero diventato il più giovane vincitore di una prova dell’European Tour dopo aver vinto, a soli 16 anni, il prestigioso torneo The Amateur Championship.
Come si prepara atleticamente uno golfista di alto livello?
Quali sono i parametri da tenere in considerazione allenando un campione che deve – e vuole – continuamente migliorarsi?
Lo abbiamo chiesto al Prof. Massimo Messina, preparatore atletico di Manassero, che impiega i nostri strumenti per tarare, valutare ed ottimizzare l’allenamento di Matteo.

Come è cambiato il golf negli ultimi anni?
Rispetto a qualche anno fa moltissimo.
Il gioco è sempre quello, ciò che sta cambiando è soprattutto la tipologia del golfista.
Attualmente, soprattutto nei paesi nordici, le nuove leve sono ragazzi che iniziano a fare sport e una molteplicità di attività fisica generica fin da piccoli, compreso il golf.
Analizzando il panorama attuale si passa da ragazzi giovani, come Matteo, a personaggi a metà carriera, 40-45 anni, che rappresentano il vecchio prototipo del golfista, magari in sovrappeso, che ha però un grande feeling con i ferri che gli permette di diminuire l’incidenza del gap atletico.
Il golf rimarrà sempre uno sport dove la qualità tecnica rivestirà il ruolo di “skill principale” ma pian piano scompariranno coloro che hanno solo feeling con il gioco per lasciare il posto ad atleti con una grande tecnica ma con alle spalle anche una grande preparazione fisica.
E’ un trend comune come ad esempio nel calcio. Un tempo i calciatori erano molto esili, ora già dai 12-14 anni sono formati fisicamente. Tutto ciò si sta proiettando anche nel golf.
Consideriamo che il gesto tecnico compiuto dal golfista è un gesto innaturale di per se e come tale deve essere monitorato, gestito e allenato.

Come utilizza i nostri prodotti nel percorso allenante di Matteo?
Con SENSORIZE FreePower Jump, FreePower Training e FreeSense posso analizzare il gesto atletico di Matteo determinando i gradi di rotazione, la forza esplosiva o i muscoli che vengono maggiormente utilizzati per esprimere quel movimento.
I dati vengono poi rielaborati insieme per determinare la capacità di reattività e di resistenza che utilizzo per pianificare l’allenamento.
Tutto questo è possibile grazie alle tecnologie che riescono a semplificare il lavoro che prima era molto complesso ed in alcuni casi impossibile.
In questo sport più che in altri solo la tecnologia può misurare il gesto tecnico ed atletico ed è per questo che l’utilizzo del wireless diventa fondamentale.
Ormai siamo entrati in una rivoluzione che porterà gli strumenti wireless ad essere sempre più presenti nel vissuto di atleti e preparatori atletici.

Matteo si rende conto dei vantaggi?
Sì, molto, l’utilizzo di questi strumenti rende visibile anche a lui i risultati degli allenamenti.
Così come il centometrista accorcia il tempo del giro il golfista arriva a tirare con il drive da 200 a 240 metri di distanza o, per fare un altro esempio, è meno stanco dopo il percorso di 6 kilometri dei campi da 18 buche.

L’utilizzo della tecnologia nel golf aumenterà ancora?
La vera differenza è stata raggiunta con l’avvento del wireless che permette di monitorare il gesto atletico nella sua purezza.
Io sono a favore di tutta quella tecnologia che permette di rilevare le qualità specifiche di un’atleta in tempo reale e senza interferire con il suo gesto atletico per la presenza, ad esempio, di marker o fili pendenti.
Nel golf, per esempio, stiamo andando verso il monitoraggio muscolo per muscolo. Ci interessa capire quali muscoli sono coinvolti nel gesto tecnico, quanto lo sono e quando vanno in deficit.

Che ruolo gioca la prevenzione degli infortuni e la riabilitazione nel suo lavoro?
Consideriamo solo che, a differenza degli sport di squadra, se il golfista è fermo causa infortunio non può partecipare ai tornei e quindi non può guadagnare. Giocare è il suo lavoro.
La prevenzione dall’infortunio, così come una riabilitazione rapida, mirata ed efficace, sono quindi aspetti fondamentali che un preparatore atletico in questo sport deve tenere in considerazione per preservare la condizione fisica del giocatore. E senza strumenti evoluti, tutto ciò non sarebbe possibile.

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