L’educazione alla forma fisica e al corretto funzionamento del proprio corpo è qualcosa che parte fin da piccoli e ci accompagna per il resto della vita influenzando scelte, stili di vita e abitudini.
Proprio per questo abbiamo fatto una chiacchierata con la Dott.ssa Ilaria Masci, Dottore di Ricerca in Scienze dello Sport e Salute con una tesi dal titolo “Valutazione quantitativa dello sviluppo delle abilità locomotorie nei bambini in età scolare tramite sensori inerziali indossabili”.
Ilaria, che attualmente svolge attività di ricerca scientifica presso l’Università degli Studi di Roma Foro Italico, ci ha parlato dell’importanza che ha lo sviluppo motorio (e la sua valutazione) per la crescita di un bambino che inizia a scoprire ed utilizzare le potenzialità del suo corpo.
Che ruolo ha lo sviluppo motorio nella crescita di un bambino?
Lo sviluppo dell’uomo comprende tutte quelle modificazioni che avvengono nei diversi ambiti della sua esistenza, ovvero quello cognitivo, sociale, fisico e motorio. Se è vero che questi diversi ambiti interagiscono continuamente tra loro e se è vero, dunque, che una conoscenza dello sviluppo globale di un individuo non può prescindere da nessuna di queste diverse discipline, con buona probabilità anche lo sviluppo motorio inciderà sullo sviluppo del comportamento cognitivo, affettivo e sociale di un individuo.
Si provi a pensare alle possibili conseguenze che comporterebbe la mancata comparsa nel bambino di una specifica abilità motoria o nel neonato di un determinato riflesso entro un certo tempo dalla nascita.
Piaget nel 1952 fu il primo a sottolineare l’importanza del muoversi sullo sviluppo cognitivo.
I bambini devono essere in grado di esplorare l’ambiente per poter sviluppare al massimo le capacità cognitive; durante i primi anni di vita molto tempo viene speso per interagire con l’ambiente circostante attraverso atti motori come gattonare, strisciare, camminare e saltare. In particolare, diversi psicologi dello sviluppo hanno dimostrato che la comparsa della locomozione costituisce un facilitatore dello sviluppo di abilità motorie specifiche di diverse discipline sportive.
In che modo le abilità motorie incidono sullo sviluppo globale di un bambino?
Durante i primi anni della scuola primaria, la prestazione grosso-motoria del bambino gioca un ruolo fondamentale nel determinare il rapporto con i compagni.
Un bambino meno capace nell’esecuzione verrà difficilmente scelto dai compagni per partecipare ai giochi di gruppo, influenzando così negativamente l’autostima e la motivazione del bambino.
Inoltre, è ormai noto da tempo che l’acquisizione di abilità motorie fondamentali (FMS), come correre e saltare, sia altamente correlata con la salute del bambino.
Alcuni studi hanno dimostrato che bambini con un’elevata capacità di esecuzione delle abilità motorie fondamentali tendono ad essere più attivi fisicamente, presentano alti livelli di autostima e sono meno in sovrappeso. Inoltre, l’acquisizione delle FMS pone le basi per uno stile di vita attivo in età adulta.

Ilaria Masci (in piedi) e Nancy Getchell (Professore Associato Chinesiologia e Fisiologia Applicata, Università di Delaware)
Perchè è importante la valutazione funzionale del movimento per i bambini?
Conoscere lo sviluppo motorio risulta, dunque, un punto chiave nello sviluppo dell’individuo nella sua totalità. Ciò rende la valutazione dell’abilità motoria una componente critica di diverse discipline, tra cui, per esempio, la pediatria, la clinica e l’educazione fisica.
In particolare, chi si occupa di attività motoria del bambino sano, nelle scuole così come all’interno di società sportive, ha la necessità di valutare il livello di abilità motoria del bambino nelle diverse fasi di crescita. L’informazione acquisita, poi, può essere utilizzata nei diversi ambiti per diversi scopi:
Formulare la diagnosi di un eventuale disturbo motorio come strumento di screening.
Monitorare le modificazioni nel corso dello sviluppo motorio; classificare l’attività secondo il livello di abilità motoria
Valutare l’efficacia di un programma di allenamento.
Pianificare programmi curriculari individualizzati che promuovano lo sviluppo delle abilità motorie carenti (una misura del livello di esecuzione delle singole abilità aiuterà l’insegnante a disegnare un programma di intervento che faciliti l’apprendimento della/e abilità più carente/i in ciascun bambino).
Motivare alla pratica dell’attività motoria – questo è forse l’aspetto che maggiormente viene sottovalutato, posso invece assicurare che la valutazione, se resa un momento di gioco, può avere grosse potenzialità in termini di stimoli alla pratica dell’attività motoria.
Negli anni, sono stati sviluppati numerosi test motori da campo con lo scopo di fornire informazioni relative allo sviluppo motorio del bambino. Si tratta di test molto semplici e veloci da somministrare, largamente validati e affidabili. Inoltre in questi anni la ricerca scientifica ha permesso la nascita di strumenti di analisi funzionale estremamente tecnologici e che permettono di ottenere una valutazione oggettiva ed accurata.
Questa è la teoria. In Italia come viene trattato?
Cosa facciamo noi in Italia?
Nulla di tutto questo. In Italia non valutiamo lo sviluppo motorio dei nostri bambini.
Dove dovremmo farlo?
Nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, ovvero proprio lì dove la valutazione motoria dovrebbe essere ampiamente praticata.
Perché non lo facciamo?
1) non c’è un personale qualificato per l’attività motoria. Molto spesso è la maestra di matematica che va in palestra con i bambini e scandisce il ritmo di corsa a suon di tamburello
2) il concetto della valutazione dello sviluppo motorio in età evolutiva è ancora troppo spesso sconosciuto, non c’è sensibilità al problema
3) chi valuta, molto spesso, non sa cosa fare con il risultato del test (non bisogna solo essere in grado di saper valutare, ma anche saper interpretare il dato in uscita e da questo costruire un intervento individualizzato e mirato).
Qual è la sua esperienza diretta?
Molto spesso ho avuto la possibilità di entrare nelle scuole dell’infanzia e primarie italiane per far eseguire dei test motori ai bambini per pure finalità di ricerca.
Durante il test, le maestre più volenterose e amanti del proprio lavoro, si sono avvicinate per chiedere se fosse possibile in quella sede ottenere uno screening dei bambini della propria classe, per sapere se il test che stavamo somministrando ai loro bambini potesse fornirgli anche delle informazioni riguardo situazioni particolari in bambini che a loro avviso presentavano dei ritardi cognitivi.
Infatti, quello che molto spesso succede nelle scuole dell’infanzia e primarie italiane è che anche quando da parte delle maestre viene individuato e dichiarato un disturbo o ritardo motorio, questo viene comunicato ai genitori, i quali però molto spesso non vogliono ammettere di avere un figlio con handicap più o meno grave.
Il risultato qual è? Che quel bambino non verrà curato come invece necessiterebbe, ma viene seguito come tutti i suoi compagni, e viene perciò privato delle particolari attenzioni di cui avrebbe invece bisogno.
Perché questo avviene? Perché non si hanno a disposizione dei dati oggettivi, dei parametri quantitativi, che siano in grado di fornire al genitore un quadro chiaro della situazione.
Perché l’obesità viene riconosciuta? Perché esistono bilance e tabelle normative alla portata di tutti, ed in grado di fornire una valutazione oggettiva della massa del bambino.
Devono diventare strumenti indispensabili non solo per il clinico e gli specialisti in medicina riabilitativa, bensì per tutti gli esperti in attività motoria in età evolutiva e, perché no, per i genitori stessi (questo perché la famiglia rimane comunque la miglior risorsa del bambino).
La diagnosi precoce dei disordini motori, seguiti da un intervento altrettanto precoce, non possono fare altro che determinare dei progressi significativi, non solo sul piano dello sviluppo motorio, ma anche cognitivo, emotivo e sociale.
Ringraziandola delle disponibilità vi inseriamo i link a due lavori di Ilaria Masci che potete trovare in rete:
Neuromechanical evidence of improved neuromuscular control around knee joint in volleyball players
Quantitative assessment of hopping skill development in childhood using wearable sensors




